7 luglio 2009

Da Coraline alla pittura

Coraline's real house has a painting of a boy vaguely recalling Thomas Gainsborough's The Blue Boy crying because the ice cream has fallen out of his cone, illustrating the true vicissitudes of life; the painting in the other mother's house has the same boy happily holding a cone filled with ice cream ready to eat, illustrating the superficial attractiveness of her alternate world.

- Gary Westfahl

Il "blue boy" in questione sarebbe questo e non mi pare poi così simile... forse solo per l'abito.
Anch'io ad ogni modo sono stata colpita dal bimbo col gelato e al cinema, così su due piedi, gli ho associato non Gainsborough (del resto non conoscevo - o forse non ricordavo - quel particolare dipinto) ma bensì le opere di Ana Bagayan. Sapevo però che c'era un riferimento più preciso che sul momento mi sfuggiva. L'ho messo a fuoco oggi, sfogliando una rivista: Mark Ryden.

Tutto ciò, unito a varie considerazioni sulle citazioni pittoriche presenti in Coraline, ha condotto alla scrittura di un articoletto per Loudvision.

E proprio ora ho trovato un post interessante su questa community dedicata a Coraline: The Origin of Beldam? ("Beldam" nella versione originale è il termine con cui alcuni personaggi, compresi i fantasmini, si riferiscono all'Altra Madre. Qui in Italia hanno tradotto "megera").

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