11 marzo 2010

Shutter Island, boh

Visto Shutter Island domenica.
Tre giorni di riflessione e il provvidenziale aiuto della recensione di Paolo D'Agostini pubblicata su "la Repubblica" (che fa un discorso sensato sul romanzo) hanno prodotto quest'articolo:
http://www.loudvision.it/rubriche-shutter-island-dalle-pagine-al-grande-schermo--696.html
Di più, al momento, non riesco a dire.
Il film era effettivamente come me lo aspettavo, ma anche bello, molto bello.

Diversi dettagli già presenti nel romanzo mi si sono rivelati con molta più chiarezza sullo schermo, ad esempio il senso di colpa di Teddy verso i figli mescolato al senso di colpa che prova per le vittime dell'Olocausto e della guerra in generale... insomma, quell'"Avresti dovuto salvarci!" si allarga al mondo intero. Teddy sente il peso e la responsabilità della violenza cosmica.
Il che vuol dire che il mio cervello funziona meglio davanti ad un film piuttosto che davanti ad un libro. Non è una sorpresa.

Fatico a trovare la strada, però. Il senso del film. Il punto di vista di Scorsese. Forse sta proprio lì, nella colpa, nei dubbi morali, nel capire come morale, psiche e carne interagiscano, nella scelta di punirsi per ciò che si è o non si è fatto.
Forse.

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