24 maggio 2010

Noi credevamo (che il libro fosse introvabile)

Once upon a time, Mario Martone decise di trarre un film dal romanzo Noi credevamo di Anna Banti, ambientato negli anni del Risorgimento italiano.
Cast: Luigi Lo Cascio, Anna Bonaiuto, Francesca Inaudi, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi, Ivan Franek. E Toni Servillo nei panni di Giuseppe Mazzini.
I mezzi di informazione informano (sommariamente... non è che se ne sia parlato a dismisura, e ciò è male) della cosa, senza però entrare troppo nei dettagli in merito all'origine letteraria del film.
Comingsoon addirittura indica imprecisamente Anna Banti (deceduta) come sceneggiatrice in trio con Martone e Giancarlo De Cataldo.
Il mio solito spirito da scolara giudiziosa mi spinge a cercare il libro per leggerlo, ma senza successo.
Perché? Perché Noi credevamo non viene più pubblicato dal 1967, come spiegato su questo blog (non molto aggiornato, a dire il vero) dedicato ad Anna Banti i cui curatori si offrivano persino di spedire i libri della scrittrice in prestito gratuito a chiunque fosse interessato.
Scoraggiata e impressionata dai toni cupi che descrivono l'oblio a cui è stata condannata la Banti, rimando il reperimento del libro a tempi migliori, prendendo effettivamente in considerazione la possibilità di richiederlo per posta a quella fondazione; qualche settimana fa, però, mi spunta in testa l'idea più semplice: chiedere il romanzo in biblioteca.
E la biblioteca ha risposto: eccolo!
Non ho ancora finito di leggerlo (anche a causa di Zoë), tuttavia lo trovo già molto bello, scritto con eleganza. È veramente un peccato che quasi nessuno - me compresa, prima che Martone me lo dicesse - conosca il lavoro di Anna Banti.
Però non bisogna pensare che:
fuori catalogo = perduto nell'oblio del Monte Fato
no, esistono le biblioteche.

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