18 giugno 2010

di teatro, surrogati e articoli inaspettati

Dove è lecito aspettarsi che si parli di teatro e soprattutto di attori teatrali? Sulle riviste di teatro (certo, se solo alla biblioteca del mio paese non si fosse impantanato l'abbonamento a "Hystrio" lasciandomi per mesi ad attendere di poter leggere il testo de Le pulle, pubblicato proprio sul primo numero di "Hystrio" 2010). Sulle riviste di cultura e di arte in generale, o anche sulle riviste di cinema (vero anche questo, infatti sull'ultimo "Duellanti" c'è un bell'articolo su Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche di Filippo Timi, ne parlerò in un altro momento).
Difficilmente però ci si aspetterebbe di trovare riferimenti al teatro sul mensile informativo di una catena di supermercati: eppure, sul giornalino mensile di Coop Adriatica (la Coop, sì sì, "la Coop sei tu" etc. etc.) è stata pubblicata un'intervista di Sergio Ventura a Marco Martinelli, colui che nel 1983 ha fondato il Teatro delle Albe con Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni.

Che ci fa Martinelli sul giornalino della Coop?
Il Teatro delle Albe "propone al grande pubblico (il 7 giugno alla Rocca Brancaleone di Ravenna) Cercatori di tracce, che debutterà a Mazara del Vallo il 4 giugno. Quest'opera sospesa tra classico e attualità, è un'originale riscrittura del dramma satiresco di Sofocle a cui, il 10 e 11 luglio al Teatro rasi (Ravenna), farà seguito Rumore di acque, monologo interpretato da Alessandro Renda sulla tragedia dell'immigrazione consumata tra l'88 e il 2008 nel canale di Sicilia e con le musiche originali eseguite dal vivo dai Fratelli Mancuso"; entrambi gli spettacoli sono "sostenuti da Coop Adriatica e da Ipercoop Sicilia".

Marco Martinelli è stato recentemente anche regista di Rosvita, lettura-concerto creata e interpretata da Ermanna Montanari (sul palco anche Cinzia Dezi, Michela Marangoni e Laura Redaelli).
Si sa fin troppo bene quanto uno spettacolo teatrale vada visto e vissuto dal vivo, ogni surrogato è soltanto fonte di dolore, nervosismo e crampi di stomaco. Ho sperimentato come persino la lettura di un testo teatrale sia terribilmente frustrante se tale lettura non prelude alla visione di una messa in scena del testo stesso (se leggo La locandiera, ma non la vedo e non la ascolto interpretata su un palco, per me Mirandolina rimane viva quanto Bebi Mia con le pile scariche).
Tuttavia, si sa altrettanto bene quanto tale caratteristica di effimericità del teatro sia non solo affascinante ma anche fonte di innumerevoli problemi pratici. In sostanza, se non puoi andare a vedere un determinato spettacolo (e spesso non si può per motivi tragicamente semplici e indipendenti dalla propria volontà, dalla mancanza di denaro all'eccessiva lontananza del luogo di messa in scena), peggio per te.

Per fortuna, Radio3 è dalla parte degli infelici e, tra "teatri in prova" e "teatri in diretta" e serate speciali di approfondimento dedicate alle compagnie teatrali, permette di colmare molte lacune. Rosvita, in particolare, è andato in onda in versione radiofonica lo scorso autunno e pubblicato in seguito come podcast sul sito Rai; dal momento che tali podcast, dopo un po', scadono come gli yogurt, un gruppo di meravigliose persone pensa a raccoglierli, conservarli e renderli fruibili per l'eternità attraverso questo forum.
Il forum di radio3 purtroppo è stato lasciato a marcire sulla vecchia piattaforma, il che significa che non è più possibile iscriversi; la nuova piattaforma Rai è una cosa tutta nera e poco accessibile (nel vero senso della parola, tanto che fu fatta una petizione) nella quale non mi sono ancora avventurata.
Il vecchio forum resta comunque una miniera d'oro e mi ha permesso di recuperare un mucchio di cose, tra cui, appunto, il podcast di Rosvita (questo la discussione dedicata al teatro http://www2.forum.rai.it/index.php?showtopic=253446&f=174 e questi i link diretti ai file http://www.mediafire.com/?sharekey=68ba2502bd484a48ab1eab3e9fa335caa7142984cf9823ad)

Rosvita è una lettura crudelissima (e perciò anche ironica) dei crudelissimi testi di Rosvita di Gandersheim, è uno spettacolo fatto completamente dalla voce di Ermanna Montanari e quindi, forse, la versione alla radio riesce a rendergli abbastanza giustizia.
Tre racconti morali di crudeltà, prevaricazioni e mostruosità sanguinarie letti come se ci trovassimo nella valle del cerbiatto Frumbolo. Da ascoltare.

2 commenti :

  1. Grazie per questa segnalazione di "I nostri podcast", Valentina. E grazie anche per avermi riportato in bacheca.

    Andrea

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