23 settembre 2010

cose belle (Emidio Greco, Leonardo Sciascia, Tommaso Ragno. E Toni Servillo, quello sempre)

Quando - un paio di post fa - minacciavo di spiegare il mio amore per Emidio Greco, lo facevo non per narcisismo o per infantile voglia di comporre versi amorosi, ma perché credo che gettare nel mondo (o su Internet) qualche parola dedicata a questo regista (decisamente poco popolare, anche tra gli appassionati di cinema) possa fare un gran bene al mondo e alle persone che lo abitano.

Emidio Greco ha diretto due adattamenti da romanzi di Leonardo Sciascia e vorrei tanto che continuasse, vorrei che girasse un nuovo Giorno della civetta, perché insomma... quello di Damiano Damiani sarà pure un film buono e onesto ma il romanzo è incantevole, è tanto bello da non poterci credere. E di questo incanto perfetto, che è tutto nella scrittura di Sciascia e davanti al quale si potrebbe piangere per giorni di estasi e stupore, nel film non c'è traccia.
Ma non siamo qui per sparlare della Civetta cinematografica. Siamo qui per tessere le lodi di Una storia semplice e Il consiglio d'Egitto tradotti in immagini da Greco.
Si diceva che la scrittura di Sciascia è incantevole: sì, lo è in un modo che lascia stupefatti, innanzitutto per come racconta i personaggi e per come penetra nei loro pensieri e li ricostruisce sulla pagina con frasi e figure. Greco sa restituire quest'incanto commovente, ha l'eleganza giusta, un'eleganza di pensiero e di sguardo e un'esatta capacità di rappresentare la bellezza.
È la bellezza che si imprime in testa, vedendo i due Sciascia-film diretti da Greco, è la bellezza disperata di Francesco Paolo Di Blasi (Tommaso Ragno nel Consiglio d'Egitto), è la bellezza rassegnata e dignitosa del Professor Franzò (Gian Maria Volonté in Una storia semplice).

Greco parla sempre di bellezza, anche nell'ultimo film presentato fuori concorso a Venezia, Notizie degli scavi, tratto da un racconto di Franco Lucentini (l'ha spiegato lui stesso in conferenza stampa), ma parla anche - sempre - di ambiguità, di impossibilità di raddrizzare l'esistenza e la vita secondo principi di verità e di giustizia, di incapacità di vivere e di essere in un ambiente che funziona in modo sbagliato e pericoloso.

Tommaso Ragno è stato l'interprete, nel 2007, di L'uomo privato, ancora per la regia di Emidio Greco: ancora una volta la bellezza, questa volta con un senso anche negativo, perché il fatto che il protagonista sia bello lo rende una specie di immagine che gli altri vogliono per sé, che usano per i propri interessi, che piegano alle proprie idee. L'"uomo privato" è un uomo che nessuno conosce, che nessuno si dà la pena di conoscere e che non sa come farsi conoscere; è privato perché non parla e non comunica, ma è anche privato di ogni cosa positiva, e di questa privazione distruttiva lui è responsabile tanto quanto le persone che vivono intorno a lui.
Le difficoltà recitative imposte a Ragno da L'uomo privato sono enormi, perché tutta questa massa di ambiguità che ho cercato di riassumere, in maniera piuttosto approssimativa, in queste righe, lui la rende chiarissima con gli occhi, i movimenti o l'immobilità del corpo, il tremore di un muscolo del viso, i passi di una camminata, il tono di voce. Il film è lui.

Tommaso Ragno fa poco cinema e molto teatro, nella prossima stagione sarà ancora in tournée, nei panni di Guglielmo, con la Trilogia della villeggiatura diretta da Toni Servillo. L'archivio di Palco e Retropalco conserva le versioni tv di Troilo e Cressida e Lo specchio del diavolo, entrambi diretti da Luca Ronconi. Ha interpretato Giasone nella Medea di Emma Dante e nella rivisitazione cinematografica della tragedia greca diretta da Tonino De Bernardi, Médée Miracle (trasmessa già un paio di volte da Rai3 nella programmazione notturna di Fuori Orario).

La qualità più bella di Ragno è forse la voce, l'abilità vocale che infonde nella propria recitazione, vale quindi la pena di ascoltare anche gli audiolibri da lui realizzati per la trasmissione di Radio3 "Ad alta voce": ad esempio, Il ritratto di Dorian Gray.

Anche il signor Servillo ha prestato la propria voce per alcune letture radiofoniche, tra cui Il giorno della civetta e Una storia semplice (per scaricarli si può fare riferimento al solito forum Rai). Siamo tornati a Sciascia, dunque. E qui chiudiamo.

2 commenti :

  1. Salve,
    volevo ringraziarti per l'articolo.
    Sono rimasto sorpreso dalle cose che hai scritto.
    Tommaso Ragno

    RispondiElimina
  2. Grazie mille, Tommaso, per aver letto l'articolo, per le tue parole e per il tuo bellissimo lavoro!

    RispondiElimina