25 novembre 2010

Giovine Italia

In principio fu Federico Rampini: le sue osservazioni sulle disavventure teatrali di Scarlett Johansson inaugurarono la serie di post dedicati alla meglio e peggio gioventù che recita al cinema e sul palcoscenico, oggi raccolti sotto l'etichetta "giovini".
Scopo del gioco, non tanto fustigare gli asinelli quanto portare l'attenzione sui "capaci e meritevoli".
È quindi con tanta, tanta contentezza che do il mio contributo alla causa con quest'intervista a un capacissimo e meritevolissimo giovine attore, di cui tra l'altro parlai brevemente in passato (e implicitamente anche qui): Marco D'Amore, ora protagonista con Toni Servillo di Una vita tranquilla.

13 novembre 2010

Sigismondo di Castromediano


«Il pubblico ha il proprio carico di responsabilità e pecca gravemente di distrazione se a uno come Andrea Renzi sul red carpet veneziano di Noi credevamo non vengono buttati baci né chiesti autografi»: l'ho scritto io.

Qualcuno potrebbe legittimamente domandarmi: cara signorina lamentosa, perché non glieli hai buttati tu, i baci?
Purtroppo non possiedo la disinvoltura necessaria per gridare lungo i tappeti rossi; voglio però testimoniare - in un momento complicato per Noi credevamo che deve cercare di riempire come uova sode nel guscio le 30 sale ospitanti - che il 7 settembre 2010 ero, benché muta, lungo quel tappeto rosso (rinunciando tra l'altro a Into Paradiso le cui due proiezioni coincidevano sfortunatamente con la proiezione mattutina e col red carpet pomeridiano di Noi credevamo). Ero lì, non urlavo né lanciavo baci. Mi riparavo dai colpi, dalle gomitate e dai pugni dei cacciatori di autografi (non i fan sinceri - che pure c'erano, soprattutto per Francesca Inaudi - ma gli umiliatori di attori, quelli che lanciano penna e blocchetto a chiunque calpesti il tappeto e indossi un vestito da sera, anche se non hanno la più pallida idea di chi sia e nemmeno si pongono il problema: se cammina lì sarà famoso).
Fotografavo, però. Fotografavo soprattutto Andrea Renzi.

Venerdì 12 novembre il sito del Corriere della Sera si è dedicato al film di Martone, proponendo una conversazione con Francesca Inaudi e i giovini attori Edoardo Natoli, Andrea Bosca, Luigi Pisani e Michele Riondino (bisogna volere tanto bene ai giovini attori), i primi 12 minuti del film e la diretta dell'incontro con regista e attori presso la Sala Buzzati di Milano. Al momento non mi sembra sia possibile rivedere online quest'ultimo video. In ogni caso, bisogna trasmettere ai posteri uno stralcio della chiacchierata:

Ci si avvia alle conclusioni. Domande dal pubblico? Ora o mai più, Servillo e Renzi devono scappare, stasera sono a teatro a Vigevano.
Una signora del pubblico prende la parola: «C'è rimasto solo il mare, il sole...»
Toni Servillo: «... i mandolini...»
Signora: «... e Lei!»
Toni Servillo: «Ma no... a Napoli ci sono tante cose!»
Andrea Renzi: «Ce sto pur'io, signo'! (risata generale) Vabbè, pe' consolalla!»

(la cornice/polaroid intorno a Renzi è di Mutsie)

5 novembre 2010

su Cineforum n. 497

Non ho nulla da linkare perché il sito non è aggiornato, segnalo comunque che il mio articolo sulla sezione competitiva dell'edizione 2010 della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è stato pubblicato sull'ultimo numero di "Cineforum", il 497, quello con Somewhere in copertina.
Visto che su questo blog ho parlato finora solo dei miei innamoramenti russi, faccio un rapido riassunto dei film in concorso a Pesaro:

- Kislorod di Ivan Vyrypaev (Russia), su youtube se ne trovano diversi frammenti. Un lavoro notevole, anche perché è nato come testo per il teatro e non deve essere stato facile tradurlo cinematograficamente. La bellezza magnetica delle immagini vale la visione, anche se la valanga di parole finisce per essere un po' opprimente.
- Vaho di Alejandro Gerber Bicecci (Messico), film drammatico/corale che sarebbe tranquillamente importabile nel nostro Paese. Lo rivedrei volentieri. La cosa brutta di un festival come Pesaro è sempre la stessa: "vieni vieni, ti facciamo vedere un sacco di bei film. Piaciuti? Bene! Ora torna a casa, taci e rassegnati, tanto non usciranno mai!"
- Miyoko asagaya kibun di Yoshifumi Tsubota (Giappone), interessante soprattutto visivamente (si parla della vita - vera - un disegnatore di manga), anche se i deliri dell'"artista maledetto" dopo un po' innervosiscono.
- Hoe-ori ba-ram di Kun-jae Jang (Corea del Sud), il vincitore, avevo già detto che mi era piaciuto. Delicato e appassionante.
- El pasante di Clara Picasso (Argentina), grazioso malgrado la storiellina minima-minima. E l'attrice ha una faccia conosciuta che non ho ancora identificato.
- Der räuber di Benjamin Heisenberg (Austria), uno di quei film su cui, una volta visti, "fai la croce" e pensi che non li rivedrai mai più. Un protagonista orribile, una storia di una freddezza pericolosa. Molto ben fatto, però. Insieme al coreano, per me il migliore del gruppo.

... ah, e visto che si parla di Pesaro: FORZA AUSTRIA!

- Aggiornamento 15 novembre: il nuovo sito di Cineforum e il sommario del 497.

2 novembre 2010

Il cuore vorrebbe tacere e conservare i pensieri in silenzio ma la gratitudine e la giustizia mi spingono a parlare: pochissime parole, allora, solo per dire a chi legge che gli attori di questa compagnia sono persone bellissime.