13 novembre 2010

Sigismondo di Castromediano


«Il pubblico ha il proprio carico di responsabilità e pecca gravemente di distrazione se a uno come Andrea Renzi sul red carpet veneziano di Noi credevamo non vengono buttati baci né chiesti autografi»: l'ho scritto io.

Qualcuno potrebbe legittimamente domandarmi: cara signorina lamentosa, perché non glieli hai buttati tu, i baci?
Purtroppo non possiedo la disinvoltura necessaria per gridare lungo i tappeti rossi; voglio però testimoniare - in un momento complicato per Noi credevamo che deve cercare di riempire come uova sode nel guscio le 30 sale ospitanti - che il 7 settembre 2010 ero, benché muta, lungo quel tappeto rosso (rinunciando tra l'altro a Into Paradiso le cui due proiezioni coincidevano sfortunatamente con la proiezione mattutina e col red carpet pomeridiano di Noi credevamo). Ero lì, non urlavo né lanciavo baci. Mi riparavo dai colpi, dalle gomitate e dai pugni dei cacciatori di autografi (non i fan sinceri - che pure c'erano, soprattutto per Francesca Inaudi - ma gli umiliatori di attori, quelli che lanciano penna e blocchetto a chiunque calpesti il tappeto e indossi un vestito da sera, anche se non hanno la più pallida idea di chi sia e nemmeno si pongono il problema: se cammina lì sarà famoso).
Fotografavo, però. Fotografavo soprattutto Andrea Renzi.

Venerdì 12 novembre il sito del Corriere della Sera si è dedicato al film di Martone, proponendo una conversazione con Francesca Inaudi e i giovini attori Edoardo Natoli, Andrea Bosca, Luigi Pisani e Michele Riondino (bisogna volere tanto bene ai giovini attori), i primi 12 minuti del film e la diretta dell'incontro con regista e attori presso la Sala Buzzati di Milano. Al momento non mi sembra sia possibile rivedere online quest'ultimo video. In ogni caso, bisogna trasmettere ai posteri uno stralcio della chiacchierata:

Ci si avvia alle conclusioni. Domande dal pubblico? Ora o mai più, Servillo e Renzi devono scappare, stasera sono a teatro a Vigevano.
Una signora del pubblico prende la parola: «C'è rimasto solo il mare, il sole...»
Toni Servillo: «... i mandolini...»
Signora: «... e Lei!»
Toni Servillo: «Ma no... a Napoli ci sono tante cose!»
Andrea Renzi: «Ce sto pur'io, signo'! (risata generale) Vabbè, pe' consolalla!»

(la cornice/polaroid intorno a Renzi è di Mutsie)

1 commento :

  1. XD! Grande Vale!! Bravaaaa! Quanto bisogna soffrire... ;D
    Grandissimo Andrea! Bravobravobravo!

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