26 marzo 2011

chi mi fa visita

Non avevo mai scritto un post sulle parole chiave che, attraverso google, conducono gente su queste pagine. Non mi era mai parso particolarmente interessante. Tuttavia, il gran numero di persone che mi viene a trovare cercando roba sul Giuseppe Mazzini cinematografico mi sta commuovendo.

Tanti naviganti cercano la citazione sulla speranza (che ho riportato qui) inserendo su google frasi spezzate:
- "70 volte 7 noi credevamo"
- "noi credevamo 70 volte 7"
- "noi credevamo settanta volte sette"
- "quand'anche le nostre speranze fossero state deluse non sette volte, ma settanta volte sette"
- "si combatte secretamente da anni"
- "bisogna guardarsi attorno dentro riflettere attentamente scoprire"
- "mazzini settanta volte sette speranza"
- "noi credevamo non sette volte settanta volte sette"
- "poi ricominciare da capo una terza volta"
 ... e via dicendo. Eh lo so, cari googlatori, è un gran bel pezzo quello lì.

I fan di Mazzini però sono molto curiosi e non si fermano certo alle citazioni:
- "i piatti preferiti. da. giuseppe. mazzini": so che amava una torta alle mandorle e che mandò la ricetta a sua madre per lettera. Se serve altro possiamo cercare meglio.
- "colore dei vestiti di giuseppe mazzini": neri, sempre neri.

Un abbraccio particolare al fan di Angelo che se ne frega delle 70volte7 e cerca invece:
"li lasciai all'angolo di rue st. honorè e non li ho visti più":

Abbiamo poi gli spettatori confusi e quelli polemici:
- "noi credevamo personaggio angelo cambiato l'attore": nel senso che da giovane è Andrea Bosca e da adulto Valerio Binasco?
-  "video dove francesca inaudi si bacia a noi credevamo": si trovano pochissimi video del film su Internet. Però ora è uscito il dvd, compralo!
- "francesca inaudi nuda noi credevamo": ma no, dai. Non esageriamo!
-"noi credevamo canzone titoli di coda ": Camicia Rossa http://www.youtube.com/watch?v=OSzw_O5v6Cc
- "noi credevamo martone titoli di coda video": compra il dvd.
- "noi credevamo noi speravamo film risorgimento": credevamo, credevamo.
- "noi speravamo di mario martone": CREDEVAMO!
-  "orribile francesca inaudi": dai, è tanto carina!!
- "veramente brutta francesca inaudi": vabbè.
- "noi credevamo colonna sonora": eh magari...

11 marzo 2011

Great (David) Expectations

Benché, come tutti sappiamo, la cerimonia sia generalmente più simile a una sagra di  paese organizzata male piuttosto che a un'elegante premiazione cinematografica, i David di Donatello mi entusiasmano spesso più degli Oscar. Un po' perché durante l'anno solitamente vedo al cinema un numero discreto di film italiani e quindi arrivo alle cinquine sufficientemente preparata (mentre a volte i film oscarizzabili non escono per tempo in Italia), un po' perché conosco meglio e sento necessariamente più vicini i cinemanti italiani rispetto a quelli esteri, un po' perché tali cinemanti in tv vanno molto raramente, e se vuoi vedere Fabrizio Gifuni con un  bel vestito addosso almeno una volta all'anno, giusto per assicurarti  che sia sempre bello e stia in salute, i David sono l'unico appiglio.
Quest'anno, come sa bene chi mi conosce (e mi ha ascoltata e/o accompagnata al cinema), Toni Servillo ha fatto quattro film (uno, due, tre e quattro) e perciò è altamente probabile che acchiappi qualcosa. Se fossi la padrona dei David, lo premierei per Noi credevamo, perché il suo Giuseppe Mazzini è una figura bellissima, spaventosamente astratta e perfetta. Siccome io non conto niente, i padroni dei David (o chi per loro, più propriamente i produttori) hanno deciso che una fetta dei miei grandi progetti va soffocata in culla.
Tra le schedine pubblicate sul sito dei David (schedine teoricamente indicative su ciò che è candidabile e ciò che non lo è), Noi credevamo appariva, fino a pochi giorni fa, come un film senza "non protagonisti": non solo niente Mazzini, dunque, ma niente Don Sigismondo (Andrea Renzi), niente Carlo Poerio (Renato Carpentieri, a cui bisognerebbe gettare una rosa ogni volta che apre bocca nelle sue pur brevi scene), niente Antonio Gallenga (Luca Barbareschi), niente giovinetti Domenico, Angelo e Salvatore (Edoardo Natoli, Andrea Bosca e Luigi Pisani).
Oggi noto invece che come "attore non protagonista" viene indicato Roberto De Francesco (nel film è Don Ludovico, il nostalgico borbonico col cardillo). Ok, ottimo, anche se l'esclusione di tutti gli altri mi rattrista assai.
E  noto finalmente, come protagonista accanto a Luigi Lo Cascio, il nome di  Valerio Binasco, che meriterebbe un monumento d'oro massiccio solo per l'incantevole noncuranza tragica con cui, al processo per l'attentato a Napoleone III, monologa di boulevards parigini e luce biancastra trasformando in poesia una confessione tratta dagli atti di un processo.
Va da sé che per Noi crevamo prego e spero anche in candidature nelle categorie principali (film, regia, sceneggiatura). E sarebbe bello avere ai David Fiona Shaw (aka Emilie Ashurst, amica londinese di Mazzini).

Tutto bene sul versante Una vita tranquilla, la cui schedina informativa non dimentica nessuno: una doppia candidatura per i non protagonisti Marco D'Amore (riproponiamo l'intervista, voilà) e Francesco Di Leva mi renderebbe immensamente felice.

E veniamo infine alle musiche: Teho Teardo ha sfornato tre partiture una più entusiasmante dell'altra. Facendo un ragionamento cinematografico del tipo "quale colonna sonora ha il rapporto più vivo e proficuo con le immagini", sceglierei forse Gorbaciof, perché è un film praticamente muto, molto lirico e la musica abita con grazia le parentesi immaginifiche di questa tenera storia d'amore tra Lila e Gorbaciò, lasciando invece ai rumori (suono di Dagni Rondanini, da premiare) gli spazi reali.
Tuttavia, la colonna sonora di Il gioiellino è spettacolare, indipendentemente dalla Parmalat, dalle truffe e dalla cronaca: è un album meraviglioso di brani sorprendenti, coi soliti bellissimi archi e col solito bellissimo violoncello (di Martina Bertoni): ascoltare
Da Una vita tranquilla prendiamo invece la canzone, "A Quiet Life" di Teho Teardo e Blixa Bargeld. Il David per la miglior canzone deve essere questo. Punto.

Tra le colonne sonore italiane che ho ascoltato nel 2010/2011 ci sono altre cose degne di nota (e di candidatura): innanzitutto quella genialata composta da Fausto Mesolella per Into Paradiso, e poi Qualunquemente, che ha fatto tornare la Banda Osiris a musicare una commedia, genere non frequentato - se non sbaglio - dai tempi di Estate romana di Matteo Garrone.
Meritevoli pure Giovanni Venosta con Cosavogliodipiù, Carlo Crivelli per La Passione, Louis Siciliano per 20 sigarette e Andrea Chenna per Il compleanno.

Al 7 aprile, quando saranno annunciate le candidature.