19 giugno 2011

Period stuff is fun

L'ha detto Clint Eastwood, in risposta a chi gli domandava lumi sull'ambientazione anni 30 di Changeling. Che Clint possa usare la parola "fun" riferendola all'orrore raccapricciante raccontato in Changeling è solo un'ulteriore prova del suo essere un'entità superiore e completamente positiva, emanazione del bene assoluto, capace di mantenersi puro di fronte a ogni male (non lo dico io, lo dicono le attrici che lavorano con lui: leggete un'intervista a caso a Cécile De France o Angelina Jolie).

In linea generale, tuttavia, sono perfettamente d'accordo: che la roba in costume sia bella e divertente è una cosa che ho sempre pensato, fin dalla più tenera età. C'è stato persino un breve periodo, quando avevo undici o dodici anni, durante il quale alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?" rispondevo "La costumista!", spinta dall'amore per Gabriella Pescucci, L'età dell'innocenza, Ragione e sentimento, Ritratto di signora, Kenneth Branagh, Jane Austen e compagnia bella.

Questo noioso e sdolcinato prologo dedicato alla mia infanzia da cinefila amante della period stuff, unito al ben noto amore passionale che nutro nei confronti di Noi credevamo, serve per spiegare quanto sia contenta di aver fatto un'intervista a Ursula Patzak, colei che ha vestito Giuseppe Mazzini, Felice Orsini, Cristina di Belgiojoso e Sigismondo di Castromediano.