22 agosto 2011

Hermione a Venezia

Nella primavera del 1998 una bambina di seconda media si trovava in gita con i compagnetti di scuola. Adocchiata una bancarella che vendeva cartoline di Leonardo DiCaprio, la bimba si avvicinò trascinandosi dietro un'amichetta cinefila. Il venditore disse scherzando: «Eh... Tutte a comprare le foto di DiCaprio!» 
La bambina agguantò l'unica cartolina di Titanic che oltre a Jack Dawson raffigurava anche Rose DeWitt Bukater e rispose un po' offesa: «No no, non mi piace lui. A me piace LEI!» Il venditore sorrise: «Ah beh... Non ho visto il film, non so se è brava...» E la bimba: «È brava, è BRAVA!»
Nel corso di quello stesso anno scolastico la bambina impose con scarso successo ai propri compagni la visione del suo film preferito Ragione e sentimento, scrisse un tema per il compito in classe di italiano in cui immaginava di entrare nel castello di Elsinore per incontrare la povera Ofelia e contribuì al giornalino di classe con una recensione di Titanic, tant'è che perfino al colloquio con i genitori la professoressa di lettere inserì tra gli argomenti di conversazione anche la bella passione «per quest'attrice» manifestata dalla piccina (la mamma della bimba, da parte sua, era fan pure lei, specialmente di Marianne Dashwood, e non si stupì affatto).

La bambina ormai cresciuta si appresta oggi a seguire la 68esima Mostra del Cinema di Venezia (31 agosto - 10 settembre) e gli aneddoti scolastici appena descritti possono forse servire per spiegare cosa significhi per lei vedere sul programma Carnage di Roman Polanski, Contagion di Steven Soderbergh e Mildred Pierce di Todd Haynes.

La nostra amica tuttavia è sempre stata una secchiona e dopo l'inutilmente desiderata Giratempo dello scorso anno ha ben pensato, per il 2011, di preparare un rigido programma di visioni veneziane (se ne parlerà dopo il festival, prima non è utile) concentrato specialmente su Orizzonti, Settimana della Critica e Giornate degli Autori per cercare di arginare la tempesta d'amore che si abbatterà sul suo cuore quando colei che nel '98 la attirava dalle bancarelle metterà piede sul tappeto rosso, ma anche per festeggiare un tipo di libertà veneziana relativamente nuova. C'è una scena in Quattro matrimoni e un funerale in cui Rossella/Scarlett va a svegliare Charles, gli domanda come abbia intenzione di passare la giornata e lui risponde «Credo che approfitterò del fatto che per la prima volta in vita mia è sabato e non sono invitato a un matrimonio». Ecco, la nostra amica secchiona vorrebbe festeggiare il fatto che per la prima volta in vita sua andrà a Venezia e non dovrà correre dietro a "He-Who-Must-Not-Be-Named". Che in realtà, forse, al Lido, ci sarà. Ma forse no. Male che vada ci sarà comunque pochissimo.

Da qualche giorno la secchiona ha in mano il programma giornaliero delle proiezioni (pdf) e, a causa della solita sovrapposizione d'orari, ben poche certezze: una è sicuramente La terre outragée di Michale Boganim, seguita a ruota ¡Vivan las Antipodas! di Viktor Kosakovskij (aka "il papà di Svyato"). Nel gran casino lagunare le cose imparate a Pesaro sono sempre un faro luminoso.

E poi, il vero evento, a Venezia, è QUESTO: da quanto tempo Gary Oldman non aveva il nome SOPRA al titolo in una locandina? Eh? Da quanto? 18 anni minimo?

19 agosto 2011

Teatro d'estate

Breve resoconto delle esperienze teatrali estive visto che proprio oggi quel festival cinematografico di quella città sull'acqua ha pubblicato il calendario delle proiezioni e bisognerà pure cominciare a parlarne.

Ma intanto, teatro.

A Porto Sant'Elpidio, cittadina costiera del sud delle Marche nota per aver dato i natali a Neri Marcorè, ospita da anni un bel festival internazionale di teatro per ragazzi: i Teatri del Mondo (per i curiosi, la parola al direttore artistico Marco Renzi).
Tra impegni miei, disorganizzazione (sempre mia) e uno sciopero dei treni (questo almeno non l'ho fatto io), sono riuscita a vedere solo tre spettacoli. Molto belli, tutti e tre.
(E qui apro una parentesi: se siete appassionati di teatro, andate senza esitazioni a vedere gli spettacoli per bambini perché non c'è il rischio, come talvolta succede nella prosa per adulti, di trovarci, per usare le parole di un uomo perfido ma giusto, «l'attrice televisiva che alla fine della carriera raccatta gli ultimi successi» o chi «mette insieme una compagnia in dieci giorni, prova per cinque e poi ne fa un fatto commerciale». No, nel teatro per infanti trovate necessariamente gente preparata, con alle spalle anni di studio e d'esperienza nell'arte di costruire e animare i pupazzi, di far ridere, di educare all'esperienza del palcoscenico e coinvolgere attivamente un pubblico di esseri umani molto, molto, molto giovani; trovate acrobati, giocolieri, ballerini, musicisti, artisti d'ogni settore.)

Dei tre spettacoli visti a Porto Sant'Elpidio non metto foto. Le ho cercate, ma sul web si trova poco e quel poco darebbe un'idea troppo sminuita dell'impressione che ne ho ricevuto dal vivo.

Farabutti e Faraboloni - I 4 elementi (Giulia Rossi e Paolo Piludo)
Compagnia di Vicenza. Testo ironico, scenografia semplice e affascinante. A sei anni mi sarei perdutamente innamorata del costume e dei capelli rosso fuoco della protagonista femminile. Beh, me ne sono innamorata anche ora. Ma la me stessa di vent'anni fa sarebbe stata carica di una passionalità più assoluta, ne sono sicura.

Mucche sulla luna - The Zagreb Puppet Theatre and The Budapest Puppet Theatre
Spettacolo con pupazzi, animati dagli attori in quel modo particolare usato in certi paesi d'Europa che ci spiegò Marco Zoppello, uno degli interpreti del Pippi Calzelunghe della Fondazione Aida di Verona (thebadcolor.blogspot.it/teatrobimbo).

Circo Black and White - Daniela e Marcello
Coppia italo-tedesca. Lei è un'acrobatattrice stupenda. Lo spettacolo è di una poesia struggente e allo stesso tempo molto divertente. Gran bel pezzo d'arte, messo in scena all'aperto, in una pineta, tra bimbetti incantati e plaudenti d'entusiasmo.

E veniamo ora al teatro per persone maggiorenni.
Elio Germano l'anno scorso ha messo in scena Thom Pain, un monologo del drammaturgo americano Will Eno. L'ho visto a gennaio. A luglio Isabella Ragonese ha debuttato in Lady Grey, altro monologo di Eno. Un colpo di fortuna m'ha portato Isabella vicino casa, pochi giorni fa. Ho scritto due righe qui, ma non escludo di scrivere qualcosa di più approfondito nel prossimo futuro (possibilmente prima che inizi quel festival filmico sull'acqua).
Comincio a capire di più Will Eno e quindi ad apprezzarlo. Esperienza positiva, insomma, con mille grazie a Isabella che è stata molto carina anche fuori dal teatro.