29 dicembre 2011

Noi credevamo, versione integrale e colonna sonora

Visto che numerose persone sperdute continuano ad arrivare su questo blog cercando informazioni sulla colonna sonora di Noi credevamo è giunto il momento di scrivere anche qui la buona notizia: il cd della colonna sonora è stato pubblicato, in una versione tutto sommato completa, a meno di non voler fare gli stra-pignoli (e viste le sofferenze patite con questo film non è proprio il caso di comportarsi da schizzinosi).

Il cd è compreso nel cofanetto (bluray o dvd) che ha finalmente portato tra le mani degli spettatori la versione integrale del film, quella di 3 ore e 20 minuti che fu proiettata a Venezia e poi ingoiata nel nulla.

Tra gli extra c'è una bellissima scena tagliata di Mazzini che suona la chitarra in attesa di Salvatore (Mario, l'hai eliminata perché era troppo bella e hai pensato che *certe fan* avrebbero potuto sentirsi male? La prossima volta non ti preoccupare, *certe fan* amano svenire) e un meraviglioso cortometraggio ispirato alla "Meditazione" di Hayez che, spiega Martone, «nasce dall'idea di inserire nel film un sogno ricorrente di Giuseppe Mazzini, quello di tre misteriose figure femminili che, come si legge dai suoi scritti, gli apparivano in sogno e lo rendevano inquieto. [...] Nel montaggio però la scena non ha più trovato spazio».
Mario, tu non puoi preparare una torta buonissima, farmici ingozzare per un anno e poi dirmi "sai, avevo pensato di metterci anche un quintale di crema al cioccolato ma poi la farcitura non ha più trovato spazio, però se vuoi te la faccio mangiare a parte. Ti piace?" È una cosa sadica, ti rendi conto?

14 dicembre 2011

Blackbird

Nel 2007 Cate Blanchett lavorò come regista a una messa in scena di Blackbird di David Harrower prodotta dalla Sydney Theatre Company, la compagnia teatrale che lei stessa dirige da qualche anno insieme al drammaturgo e marito Andrew Upton (e che, ahimé, le succhia tutte le energie e non le permette più di fare film interessanti). Lo spettacolo ebbe una micro-tournée europea che lo condusse in Germania e lì una ragazza che allora conoscevo virtualmente grazie a un forum dedicato a Cate lo vide e lo raccontò a noi altre fan estasiate.

La scorsa primavera Blackbird viene portato a teatro anche in Italia da una produzione del Piccolo di Milano. Protagonista, Anna Della Rosa. Anna è stata l'interprete principale della Trilogia della villeggiatura e soprattutto è una delle persone bellissime citate in questo post.

La tappa al Teatro India di Roma mi ha consentito di vedere Blackbird qualche giorno fa. Nel 2009, dopo aver visto la Trilogia per la prima volta, scrivevo che quello spettacolo mi aveva cambiato la vita. Due anni dopo, anche grazie all'esperienza di Blackbird e di Torino, mi rendo conto che me l'ha cambiata in modi che non avrei mai immaginato, perché mi ha portato non solo emozioni teatrali e pensieri nuovi, mi ha portato delle persone. Persone che erano con me al Teatro India (sul palco e in platea). Persone che mi hanno aiutata ad esserci. Persone che non c'erano e che spero di rivedere presto. Persone che hanno visto il documentario sulla Trilogia con una gioia vicina alla mia e persone che aspettano con ansia di vederlo. Persone con le quali condivido piccoli ricordi.

Torniamo però a parlare di Blackbird in termini artistici. È uno spettacolo commovente, semplicemente si piange. Avevo letto il testo di Harrower prima di andare a teatro e vedere delle parole che hai conosciuto su una pagina prendere carne davanti a te è sempre una delle emozioni più belle e più ricche e più imprevedibili che si possano provare.

Le piccole dimensioni della Sala A dell'India e l'assenza di distanza tra spettatori e attori hanno reso il tutto ancora più violento, tenero e coinvolgente. Uno spettacolo profondamente umano.
«And I would've recognised you anywhere.
With my back to you.
I saw your eyes before I even said my name.
I saw you.»
- Una
da piccoloteatro.org

7 dicembre 2011

appunti torinesi


- ho visto otto film in tre giorni, quasi tutti molto belli
- ho incrociato Mario Martone vicino al teatro ma mi è mancato il coraggio di gridargli "Ti amo!"
- riteniamo (io e Elena) di aver visto Emidio Greco a passeggio (o un suo sosia)
- ho perso l'accredito l'ultimo giorno (mi sono salvata pagando un pass giornaliero per riuscire a vedere comunque i film che avevo scelto – tra l'altro sabato c'era non solo Twixt ma anche l'ultima replica del film di Sylvain George, quindi restare fuori dai cinema era proprio fuori discussione)
- spero che il mio accredito sia stato trovato da qualcuno e che questo qualcuno l'abbia usato (tanto alla fotografia sulla tessera quasi non facevano caso)
- ho comprato solo il libro su Robert Altman, e unicamente perché con l'accredito mi era stato dato uno sconto di 13 euro (sto diventando uno spirito ascetico e non-consumista)
- sono arrivata talmente in anticipo alla proiezione di 394 - Trilogia nel mondo per la paura (ingiustificata) di rimanere fuori che persino il ragazzo addetto agli ingressi mi ha domandato cosa diamine ci facessi lì così presto
- preferisco decisamente i festival dove l'accredito è un pezzetto di carta che serve semplicemente per entrare a vedere i film (come a Torino, appunto) e non quella cosa senza la quale non puoi nemmeno camminare o andare in bagno dove preferisci (come a Venezia)