16 agosto 2012

to the theatre

In un certo senso, era chiaro fin dall'inizio. La stagione 2011/12, per me, era cominciata con Blackbird: un limpido indizio del fatto che l'Inghilterra avrebbe giocato un ruolo importante nelle esperienze teatrali di quest'anno.
E allo stesso tempo, per la prima volta e inaspettatamente, essere nata nella piccola e negletta regione chiamata Marche si è rivelato un enorme vantaggio.

(Ri)partiamo dall'inizio.

La prima stazione  oddio, così sembra una Via Crucis... beh insomma, la prima tappa di questa season è stato appunto l'incontro con Ray e la piccola Una: 
· Blackbird di David Harrower - regia di Lluís Pasqual, con Anna Della Rosa e Massimo Popolizio (Teatro India di Roma) / recensione
Un incontro bello, per molti motivi. Perché ha inaugurato la nostra  speriamo lunga  serie di quick trips romani a scopo teatrale. Perché ci ha fatto incontrare di nuovo la nostra bella e dolce Anna alla quale non potrò mai pensare senza commuovermi di gioia profonda. Perché, al di là del fatto teatrale che pure abbiamo apprezzato, quella è stata una giornata deliziosa.
I nostri piedi per le strade di Roma, diretti verso il teatro
A seguire, l'evento teatrale dell'anno (come l'ha definito una persona per me molto importante che mi legge sempre e mi rimprovera pure se ciò che scrivo non rende l'idea) di cui tanto ho parlato. Di nuovo due testi di autori inglesi:
· Abbastanza sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill - regia di Carlo Cecchi, con Carlo Cecchi e Tommaso Ragno (Teatro Vascello di Roma) / intervista a Tommaso Ragno
· Prodotto di Mark Ravenhill - regia di Carlo Cecchi, con Carlo Cecchi e Barbara Ronchi (Teatro Vascello di Roma)
Gli entusiasmi teatrali mi hanno fatto comprendere la necessità di imparare, studiare e vedere di più. Così, per avere un pungolo che mi buttasse fuori di casa e mi spingesse a frequentare un maggior numero di teatri, ho iniziato a collaborare con Krapp's Last Post. Il primo accredito che mi hanno procurato è stato quello per lo spettacolo di Ascanio Celestini. Un buon testo. E soprattutto, visto che si parlava (anche) di Risorgimento, mi è piaciuto molto scrivere la recensione:
· Pro patria di e con Ascanio Celestini (Teatro delle Energie di Grottammare) / recensione
Sempre grazie a Krapp abbiamo visto (stavolta gli accrediti erano ben due) una coppia di spettacoli/performance che ci hanno positivamente colpite:
· Joseph di Alessandro Sciarroni (Teatro Cecchetti di Civitanova Marche)
· Daddy 'n Me di Mara Cassiani (Teatro Cecchetti di Civitanova Marche) / recensione
Sciarroni è bravissimo. Come drammaturgo e come performer fisico. Se vi capita non perdetelo.
È marchigiano ma fa tournée ovunque, anche all'estero. Potreste ritrovarvelo sotto casa più facilmente di quanto crediate.
I marchigiani, già. Forse non tutti sanno che Elena  la causa del plurale usato nei miei racconti cineteatrali  è profondamente (credetemi: PROFONDAMENTE) fan di Neri Marcorè e così nei nostri percorsi teatrali un piacevole pizzico di Neri c'è quasi sempre. Stavolta il nostro buon conterraneo ci ha condotte con grazia tra le parole di Gaber e Pasolini:
· Eretici e corsari - regia di Giorgio Gallione, con Neri Marcorè e Claudio Gioè (Teatro dell'Aquila di Fermo)
I marchigiani, sì. Anche Giacomo Leopardi era marchigiano. E questo è stata la nostra salvezza, l'àncora senza la quale non saremmo riuscite a vedere le Operette morali dirette da Mario Martone nemmeno in questa stagione. E invece per fortuna le origini recanatesi di Giacomo ci hanno portato lo spettacolo da noi tanto atteso a una manciata di chilometri da casa. Purtroppo il trasporto pubblico della nazione italiana è organizzato in modo strano e fa sì che 250 km andata e ritorno in meno di 24 ore per vedere uno spettacolo a Roma siano uno scherzo ma 70 km per raggiungere nel fine settimana un dolce paesino senza stazione ferroviaria come Recanati sfiorino la tragedia. Se alla fine ce l'abbiamo fatta, dobbiamo ringraziare anche un'amabile concittadina di Giacomo.
Il Teatro Persiani di Recanati
· Operette morali di Giacomo Leopardi - adattamento e regia di Mario Martone, con Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone e Barbara Valmorin 
(Teatro Persiani di Recanati) / review
I più attenti di voi avranno notato che qui sopra non c'è scritto recensione ma review. Perché effettivamente la recensione è in inglese. Come mai?
La scorsa primavera il sito inglese A Younger Theatre lancia una competition for young critics: bisogna scrivere una recensione di uno spettacolo visto nelle ultime sei settimane. Non importa chi sei, quali sono le tue esperienze né dove vivi. Basta che tu sia maggiorenne e non abbia ancora compiuto 27 anni. In palio, una settimana all'Edinburgh Fringe Festival.
Ho deciso di provare non tanto perché sperassi di vincere (e non ho vinto, tranquilli) quanto per capire se fossi in grado di scrivere qualcosa di serio in inglese. Il risultato dei miei sforzi è stata appunto la review delle Operette morali.
Qualche tempo dopo mi arriva un'email di Eleanor: unfortunately non sono tra i vincitori ma «you have been highly commended, which means that at least one of the judges shortlisted your review». 
Insomma, ero stata in semifinale. More than I've expected, come ho spiegato a Eleanor. Che aggiungeva: «We very much enjoyed your review, and would encourage you to apply to be one of A Younger Theatre's regular reviewers».
Non vivo in Inghilterra quindi non potrò essere una reviewer stabile per AYT ma, così mi hanno detto, potrei scrivere qualcosa per loro in forma di blog. Sto sviluppando delle proposte. Se ci saranno buoni frutti, I'll let you know.
Intanto mi fa piacere che abbiano apprezzato il nostro Giacomo.
Come avrete visto, ho caricato la recensione su un sito chiamato IdeasTap. Si tratta di un'organizzazione nata allo scopo di offrire opportunities agli young creatives. Se siete scrittori, giornalisti, blogger, disegnatori, filmmaker, pittori, fotografi, poeti o qualsiasi altra cosa, ve lo consiglio. Le opportunities sono davvero tante e quasi tutte offrono contratti e premi in denaro. Alcune sono limitate ai cittadini britannici ma ce ne sono altrettante valide per tutti i paesi. In più, le applications per lavori e concorsi sono sempre gratuite: non si perde nulla (al massimo non si vince ma queste sono sconfitte utili perché ti indicano dove migliorare), si impara molto e soprattutto ci si mantiene produttivi e di buonumore. Per me già ricevere un'email full of opportunities che si chiude con "happy writing!" è bello.
In Italia noto spesso troppa depressione attorno ai lavori creativi. Gli young creatives from UK non sono più ricchi o fortunati di noi (non sempre, almeno) ma imparando a conoscerli mi rendo conto che hanno un atteggiamento più vitale. Vedo tanta gente che tra le proprie occupazioni scrive "poet". Questo non vuol dire che in Inghilterra la poesia dia di che vivere. Significa solo che loro considerano la poetry una cosa vera e divertente.

E dopo aver sognato il Fringe di Edimburgo, torniamo a casa. 
Il secondo motivo per cui il nostro sangue marchigiano s'è rivelato una benedizione sta a capo del Teatro Stabile: Carlo Cecchi. Vedere due (anzi tre, quella di Roma era una doppietta) spettacoli diretti da Cecchi  in una stagione sola rientra nella definizione di "botta di culo". Se poi si tratta di un De Filippo, Sik-Sik nel nostro caso, ancora meglio. Quando poi gli attori fanno pure le prove poco lontano da dove vivi, nello specifico a Sirolo, la vita diventa davvero una faccenda felice.
Bellino il panorama di Sirolo, eh?
Il panorama di Sirolo 
No, certo, non abbiamo raggiunto Sirolo solo per ammirare il paesaggio. Siamo state persino presentate a Cecchi come «due fan» («Due ...??», ha domandato stranito il grande Carlo).
Lo spettacolo comunque l'abbiamo visto, in splendida compagnia, il 30 giugno alla Mole di Ancona. Il 30 giugno è stato anche il giorno di Nanni Moretti a Pesaro. A volte le giornate sono così piene di persone e fatti stupendi che bisognerebbe davvero dire GRAZIE. (Mi accorgo tra l'altro che Nanni potrebbe apprezzare il corredo fotografico di questo post.)
· Sik-Sik, l'artefice magico di Eduardo De Filippo - regia di Carlo Cecchi, con Carlo Cecchi, Dario Iubatti, Tommaso Ragno e Angelica Ippolito (Corte della Mole Vanvitelliana di Ancona) / recensione a cui ho contribuito
Le luci della ribalta di Sik-Sik alla Mole di Ancona
Infine, cosa sarebbe una stagione senza una spruzzata di teatro per bambini?
Grazie al solito festival dei Teatri del Mondo di Porto Sant'Elpidio ho visto tre spettacoli:
· Il bosco a metà della compagnia Il Flauto magico di Roma (stellina di lode per la costruzione del testo)
· Robin Hood nel castello di Nottingham della compagnia I guardiani dell'oca di Rieti (avevo davanti due ragazzini rumorosi, non l'ho seguito come avrei voluto)
· A Pulcinella! della compagnia Granteatrino di Bari (stellina di lode per la classe e l'eleganza) / articolo pre-festival e articolo post-festival 
Abbiamo amato molto pure la mostra sul teatro delle ombre a cura del Teatro Le Giravolte di Lecce, anche perché ci ha consentito di vedere quasi integralmente Le avventure del principe Achmed di Lotte Reiniger, incantevole film d'animazione girato nel 1925 utilizzando proprio la tecnica delle ombre.

E con questo, signore e signori, è davvero tutto, con l'auspicio che nella prossima stagione si possa continuare a vivere buone esperienze, a vedere, conoscere, imparare, scrivere e soprattutto diventare spettatori e persone sempre migliori.
E anche, se possibile, rivedere Servillo. Ché sto andando seriamente in crisi d'astinenza.

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