30 dicembre 2012

Elsa Morante e Carlo Cecchi a Colono: «tutti devono sapere»

>> PROLOGO
Ricordate quella scena di Aprile in cui Nanni Moretti scopre l'esistenza dell'anestesia epidurale che avrebbe permesso alla moglie Silvia di non soffrire durante il parto e, in preda all'entusiasmo, esclama «tutti devono sapere!» e si affanna ad attaccare una specie di manifesto informativo sulle pareti dell'ospedale?
Si tratta di un istinto naturale che tutti conosciamo e che spinge all'azione quando una notizia o un avvenimento ci provocano gioia e sorpresa ma inspiegabilmente non notiamo lo stesso entusiasmo in quelli che ci circondano.

Carlo Cecchi sta per mettere in scena LA SERATA A COLONO, l'unico testo per il teatro scritto da Elsa Morante (si trova in quella meravigliosa raccolta di meraviglie che è Il mondo salvato dai ragazzini) e mai portato sul palcoscenico fino a oggi. Cecchi sarà Edipo, Antonia Truppo sarà Antigone (chiamata anche Ninetta). Alla regia Mario Martone, Nicola Piovani alla musica.
Il fatto che tutto ciò rappresenti «una vera a e propria sfida, attesa da decenni dal teatro italiano» dovrebbe essere una concreta consapevolezza di questa nazione o almeno di una parte di essa, non solo una frase riportata nei comunicati stampa dei teatri.

Carlo Cecchi e Elsa Morante - da InternetCulturale.it
Sia chiaro, la mia non è una critica. Anche perché non è un obbligo essere interessati al teatro.
Tuttavia, gente, qui la faccenda è grossa. E meriterebbe un livello di attesa pari, se non superiore, a quello  giustissimo che sta crescendo per Django Unchained o The Master o il nuovo di Sorrentino. E invece? E invece no. Nessuno ne parla (a parte qualche giornale ma io vorrei degli appassionati, dei fan, se mi passate la parola) e nessuno twitta (non dico che si debba twittare per forza ma si twitta tantissimo di cinema, di libri, di musica, si twitta anche di opera lirica e quasi mai di teatro – leggete qua del tweet-gioco mai decollato sui "sopravvalutati" lanciato da @fattiditeatro). Anche il mio esperimento di tweet-quotes (al quale avevo accennato nel post precedente) non è andato bene, se si esclude un interesse tardivo, a tournée finita, da parte dello Stabile di Torino.
Negli ultimi tempi oltretutto vedo spesso teatri non pieni, anche per spettacoli importanti (Operette morali e Abbastanza sbronzo da dire ti amo? + Prodotto), e insomma sono un po' preoccupata per la mia nazione.

>> BLOG E TWITTER - A COLONO!
Alla mia nazione però voglio un sacco di bene e così da oggi fino al debutto e oltre  dal 17 gennaio a Torino, dal 30 a Roma dove probabilmente andrò a vederlo  proverò a comunicare questo spettacolo, qui sul blog e anche su twitter. Se non altro martellerò le coscienze dei pochi che abitualmente mi seguono e mi leggono. L'hashtag sarà #aColono. Tempo fa ne ho trovato un altro, #morante100, che alcune persone hanno usato per il centenario della nascita della scrittrice (di letteratura si twitta un sacco, come dicevo) e che pure potrebbe essere utile. Senza dimenticare il sempre valido, qui più che mai, #tweeteatro coniato da @fattiditeatro.

#aColono
(Do per scontato che si sappia chi sia Edipo o che comunque si sappia usare google per apprenderlo. Dal momento che quella di Elsa Morante è una parodia dell'Edipo a Colono, una spruzzata di Sofocle non fa male. Ma ci torneremo. Abbiamo deciso di comportarci da fan e i fan non si fanno mica scoraggiare da un po' di greco antico.)

>> UN FORESTIERO E UN CANTANTE. UN ATTORE
Questo post introduttivo è già piuttosto lungo quindi mi limito a proporre una suggestione trascrivendo pochi versi: li pronuncia Antigone, parlando del padre nel suo linguaggio da ragazzetta ignorante.

lui sa tutte cose che lui 
ha letto tuttiilibbri che laltra gente poco ne capisce che lui
mica è come laltra gente che è restata sempre al paese a magnà ricotta che lui
è stato da tutte parti allamerica e da tutte parti che lui è viaggiatore
che è stato pure comandante coi gradi di sergente che a casa ci tiene pure le mostrine che lui signò
s'è imparato le parlate di tutte parti che adesso lui per leffetto di quel penziero che lui tiene
ha preso un'altra parlata diferente che è pure di musica che pare un forestiero e un cantante»

Non è incantevole l'ultima frase, quella che ho riportato in grassetto? Non è la descrizione perfetta del miracolo che un attore, e specialmente un attore come Cecchi, compie sul palcoscenico? Prendere una parlata diferente che sembra musica e diventare un altro, diventare forestiero. Per effetto però di quel penziero che lui tiene, per effetto della disperazione, dell'allucinazione, della trasfigurazione della realtà.