23 maggio 2013

to the theatre, again: my time with Verdi

Già l'anno scorso la mia stagione teatrale aveva vissuto inaspettati incroci con l'Inghilterra, portandomi a parlare di Giacomo Leopardi ai compatrioti di William Shakespeare. Quest'anno, altrettanto inaspettatamente, è stato il turno di Giuseppe Verdi.

I miei pochi e affezionati lettori ricorderanno forse la mia partecipazione al progetto Verdi Web del Ravenna Festival (per chi non sa, lo spiego qui). In poche parole, accesso alle prove di Traviata, Rigoletto e Trovatore e carta bianca per raccontarle sul web con parole (nel mio caso), foto e video.


Qualche mese fa il sito inglese IdeasTap (gli affezionati lettori ricorderanno anche questo, è una piattaforma rivolta a creativi di vari settori) promuove una bella opportunità: è in produzione il primo numero di un web magazine chiamato Off Stage e dedicato, come da titolo, alle arti nascoste e troppo spesso dimenticate del "dietro le quinte". Il team editoriale di Off Stage cerca proposte: interviste, fotografie, articoli, qualsiasi cosa possa far luce su un aspetto interessante del backstage teatrale. Mi faccio avanti con un'idea per un pezzo sul Verdi Web e vengo selezionata insieme a tre compagni di avventura.

La first edition di Off Stage si può sfogliare online, il mio articolo è alle pagine 39-40. Ho avuto anche la possibilità di fare qualche domanda a Monica Tarone, la Violetta di cui ogni partecipante al Verdi Web si è perdutamente innamorato, e alla giovane fotografa Mariasole Lega, anche lei nel progetto, che ha sviluppato un incantevole portfolio sul lavoro della sartoria teatrale. Dategli un'occhiata.