30 luglio 2013

C'era una volta il Premio Libero Bizzarri

Sono nata e cresciuta in un piccolo paese nel sud delle Marche, sulla costa. Non il luogo migliore per una ragazzina cinefila ma nemmeno il peggiore: negli anni della scuola ho sempre avuto a disposizione due cinema (ora non esistono più), un cineforum da frequentare, due o tre videoteche di cui una molto fornita, una biblioteca dove prendere in prestito i Castori, un paio di librerie affidabili, edicole più che buone e addirittura un festival estivo.


Tra il 2000 e il 2003, infatti, ho seguito con passione il Premio Libero Bizzarri, la rassegna dedicata ai documentari nata a San Benedetto del Tronto nel 1994 e che in quel periodo si svolgeva a luglio in uno dei due cinema del centro cittadino. A quel tempo la vecchia monosala era già stata trasformata in una multisala: la platea era diventata una sala grande mentre la smembrata galleria aveva dato vita a una sala media, un po' storta ma carina, e a una saletta indecente. Niente di idilliaco, sia chiaro, ma con tre sale ci si poteva permettere una programmazione festivaliera diurna piuttosto ampia. Dopo il tramonto, invece, si proiettava sullo schermo allestito nella zona pedonale proprio davanti al cinema. Palme, oleandri, mare a pochi passi, tanti spettatori potenziali da incuriosire sera dopo sera. Una cosa proprio graziosa.

18 luglio 2013

Documentario russo: il progetto REALNOST / РЕАЛЬНОСТЬ di Aleksandr Rastorguev e Pavel Kostomarov

Sì, è estate e da queste parti bisognerebbe parlare, come ogni anno in attesa di Venezia, della stagione teatrale appena conclusa (puntate precedenti qui e qui). Però. Però c'è una cosa che ha sempre la precedenza, a volte persino su di Lui, e questa cosa sono i film russi. Perché? Perché di Lui parlano tutti mentre di film russi, per giunta documentari, quasi nessuno.

Meno di un anno fa Cineforum ha pubblicato un mio approfondimento su Viktor Kosakovskij e Aleksandr Rastorguev (ne ho parlato anche qui sul blog), documentaristi che ho iniziato a seguire grazie alla retrospettiva di Pesaro 2011. Negli ultimi mesi i due si sono dati parecchio da fare e in particolare Rastorguev, a fianco del solito compagno Pavel Kostomarov (e di altra gente, tra cui l'altro compare Antoine Cattin), ha messo in piedi un paio di nuovi progetti. Uno di questi si chiama REALNOST e gli ho dedicato ora un breve articolo su LoudVision. 



Se vi interessa il cinema russo, leggete regolarmente il blog di Giuliano Vivaldi: a me, per quest'ultimo articolo, sono risultati molto utili i due guest post firmati da Anna Nieman, uno con la traduzione in inglese del manifesto sul cinema naturale di Rastorguev e l'altro con un'intervista a Rastorguev e Kostomarov sul loro I Love You.

E se vi interessa proprio Rastorguev, intanto palesatevi ché così scambiamo due parole. Anche perché su di lui sto continuando a scrivere e non mi dispiacerebbe affatto trovare interlocutori o collaboratori.
(Infine, per i frequentatori di twitter: #filmrussi.)

4 luglio 2013

nuove onde di Gloria

Scrivere il resoconto annuale sul Pesaro Film Fest diventa sempre più divertente e sempre più difficile, perché ci sarebbe tanto da dire ma non tutto è adatto alle paginette di un blog che, pur con pochi lettori, non deve trasformarsi in un diario privato.

Per descrivere il contesto umano nel quale questa freddissima e piovosissima 49a edizione si è svolta mi limiterò a dire che il titolo già usato per il resoconto 2011, "Mangia. Studia. Ama.", non avrebbe potuto rivelarsi più pertinente. E che, a forza di nascondere pupazzi nelle borse da tirare fuori al momento opportuno (come mostra il corredo fotografico di questo post), stiamo trasformando gli spazi del festival in una stanza dei balocchi a cielo aperto.

Dai sei giorni di visioni sono uscita felice e cantando Gloria in spagnolo, piena come un uovo di colpi di fulmine cinematografici, colonne sonore da avere subito, risate e bei ricordi.

Il ritorno della piccola Ponyo dopo il photoshoot dell'anno scorso