29 aprile 2015

«You are magnificent» — Aspettando Carol

Tra poco meno di un mese al Festival di Cannes sarà presentato Carol, il nuovo film di Todd Haynes tratto dal romanzo pubblicato da Patricia Highsmith nel 1952 e interpretato da Cate Blanchett, Rooney Mara e Sarah Paulson. Libro di una certa importanza per la letteratura a tematica LGBT, autore cinematografico di primissima qualità e con un occhio speciale per certi decenni della storia culturale americana (Far from Heaven, I'm not There, Mildred Pierce), adattamento a cura della scrittrice e drammaturga Phyllis Nagy, cast da mettersi a gridare di gioia. E fin qui, la cruda notizia.

Passati gli anni della spensierata giovinezza, ho perso i contatti con il fandom di Cate Blanchett (frequentavo una community virtuale della quale conservo ottimi ricordi, ora mi limito a scorrere velocemente tumblr quando ho tempo da perdere) ma fan sono rimasta, e penso di poter fornire un quadro accurato di cosa rappresenta l'attesa di Carol per una persona (donna, qui il genere conta) perdutamente innamorata di Cate Blanchett dal 1997. Preciso, nel caso ce ne fosse bisogno, che l'innamoramento e l'attrazione nei confronti di un'attrice prescindono dall'orientamento sessuale (quindi no, non sto facendo coming out): il blogger e critico cinematografico Nathaniel Rogers ha coniato il termine actressexuality, e mi ci ritrovo in pieno.

L'evoluzione delle copertine di Carol (come si vede dalle prime, Patricia Highsmith inizialmente lo pubblicò sotto pseudonimo) - via autostraddle.com